La trilogia ciclistica di M.Ballestracci

la trilogia ciclistica di Ballestracci
la trilogia ciclistica di Ballestracci

Parto con una tripletta questa avventura nell’ordine. Una tripletta, forse una trilogia, anche se non conosco le intenzioni future dell’autore.

La trilogia sul ciclismo di Marco Ballestracci!

Imerio

Il Dio della bicicletta

L’ombra del Cannibale

Leggeteli tutti e tre, tutti e tre di fila, nell’ordine che vi ho suggerito sopra. Non è l’ordine di pubblicazione, ma un ordine che a mio parere mette in fila i fatti e le storie raccontate.

Ecco storie raccontate.

Nelle compagnie, c’è sempre quello più bravo a raccontar le storie,

Ballestracci li batterebbe tutti.

Il suo ciclismo storico non è solo una sequenza di fatti, luoghi e date, è una storia che abbraccia i protagonisti del ciclismo dai primi Tour alle ultime vittorie mondiali azzurre.

La ricerca minuziosa di aneddoti è lampante, senza annoiare, perché il tutto ha un filo conduttore. Ogni personaggio reale, ha un ruolo nella pagine di Ballestracci che vanno oltre al compiuto in quella tappa di grande giro o di una classica del nord.

Imerio – romanzo di dannate fatiche

Xè il nostro, nostro veneto. Via XXV Aprile a Valmarana, dista non più di quaranta chilometri da casa mia ed è la salita dove Imerio Massignan, faceva la gamba per poi vincer al primo colpo la maglia a pois al Tour del ’60!

In Imerio c’è il Veneto delle grandi trasformazioni degli ultimi cinquant’anni.

Imerio è l’unico dei NON NANI oltre a J. Anquetil, pronto ad attaccare in faccia ad un destino tante volte avverso. Così lo definì il patron del Tour de France Jacques Goddet nel 1961.

Il più romanzo tra i tre.

Il Dio della bicicletta – storie di gambe

In Il Dio della bicicletta c’è tutta la storia del ciclismo eroico. 120 pagine dense, piene, dove non si può tralasciar neppur mezzo rigo. Si imparano molte cose.

Bisogna leggerlo, nel senso che si deve leggere!

Si parla di Cri-Cri, ciclista eroico dei primi Tour de France, dove le ammiraglie non esistevano e per poter vincer, ci si forgiava da soli la forcella rotta della bici. Quel Cri-Cri e quella forgia, diventati simbolo per tutti i ciclisti randagi moderni.

Ma si parla anche di legende nostrane nate attorno alle rivalità storiche tra paesi vicini con campioni di un tempo o dei nostri giorni come Alessandro Ballan.

Si attraversa un secolo di ciclismo, raccontando di luoghi mitici e tappe leggendarie.

Un libro da studiare.

L’ombra del Cannibale

Racconta Merckx.

Personalmente ho un immagine malinconica del Cannibale, legata alle immagini a colori di un Cannibale ormai sazio, ospite dei processi al Giro o al Tour.

Ho sempre pensato che non se la sia mai goduta, un pò come gli avari che non si godono le proprie ricchezze.

In questo libro antologico, ho ritrovato quel sentimento.

Libro spietato nei particolari, tanto quanto calcolatore e autoritario era Merckx in corsa.

Descrittivo, mai noioso.

Anche qui ritroviamo l’abilità di Ballestracci di tender il filo conduttore della storia e di gestirne con abilità la tensione come si fa con la cima dell’aquilone per non farlo atterrar troppo presto.

Un libro importante, caposaldo.