il giro sotto casa

Giro 103

arriva il giro

13 maggio 1909: primo giro d’Italia

16 ottobre 2020: primo arrivo di tappa sotto casa.

Nell’anno dove tutto succede, ecco che il Giro d’Italia arriva nel comune dove abito. Pochi giorni prima, prendo la macchina di sfuggita e cerco i primi segni d’arrivo. Salgo al secondo tornante del Monte Ricco, il monte che non è un monte, essendo poco più di un colle, ma che è la palestra naturale dei monselicensi e che offre una vista totale sull’altro colle che rende Monselice unica: il Colle della Rocca. Com’è d’obbligo il paese si deve vestire di rosa e infatti le prime vetrine iniziano a mettersi in abito da sera. L’euforia inizia ad essere contagiosa e l’attesa per la tappa si fa via via più intensa. Certo che le notizie legate a sta odiosa pandemia non aiutano e fino all’ultimo rimaniamo in attesa di decidere come muoverci.

Sicuramente non andremo all’arrivo, ma andremo a gustarci la fatica dei campioni su di una delle salite dei nostri Colli Euganei. La più estense, l’ultima, quella che forse deciderà il vincitore di questa sedicesima tappa o che sicuramente dichiarerà chi non la vincerà.

Prendo di nuovo bici e camera curioso di vedere i preparativi e il magico circo di persone che ruota attorno al giro. E’ una macchina complessa e all’apparenza organizzatissima. Uno sciame di furgoncini che sembrano guidati da forze superiori vagano senza esitazioni verso la loro destinazione. Non mi basta il rettifilo d’arrivo; corro a casa, prendo la macchina, passo a prendere amici e via a far una ricognizione del percorso Euganeo. Forse è ancora troppo presto e le strade sono ancora spoglie di tifosi e segni del passaggio rosa.

Una simpatica signora stava addobbando la siepe con un’amica che non ho potuto riprendere perché secondo lei non era presentabile

Tifosissimo Sagan sulla salita del Roccolo
In attesa…

Corro a casa a recuperare moglie e figlie. Per la maggiore è già il terzo giro, per la seconda il secondo, per la terza sarà il primo. Giro la macchina in direzione Este – Rivadolmo da dove saliremo verso l’appostamento sui tornanti di via Belvedere. Amici hanno prenotato il posto con largo anticipo.

La giornata svegliatasi plumbea, sta volgendo al bello e sempre più ampi sprazzi di cielo azzurro ci accompagnano durante l’attesa frizzante in questa mini Alpe d’Huez euganea.

Salgo e scendo in cerca di volti e situazioni che si possono incontrare solo durante l’attesa del passaggio di una tappa del giro.

Sono partiti da Palermo con il furgone e stanno risalendo l’Italia seguendo il Giro, Transennando mille metri al giorno. Possono essere 500 da un lato e 500 dall’altro, oppure mille distribuiti tra una rotonda e l’altra, ma sempre mille rimangono da mettere e togliere. Questa notte dormiranno a Valdobbiadene.

Oggi gli va di lusso, sono sui Colli e si godono un po’ il belpaese, il giorno prima erano in una zona industriale.

stanno per arrivare!

ultime scritte
si insegna la storia del ciclismo…

E poi è tutto una rapida tempesta di emozioni, urla, incitamenti e commenti. Dura pochissimo in relazione all’attesa. Non vi è la crescente partecipazione di un mondiale, di un ripetersi di passaggi, di un lo rivedrò al prossimo giro. No!

Che Nibali sembrava a passeggio…

E Sagan che era brutto brutto, stava soffrendo…

Volano su questi strappi!

KOM polverizzati per la gioia dei fanatici dei numeri, come un maxi condono al contrario. Una livella generale che abbassa la cresta a tutti gli amatori infognati. Santo sia il Giro.

Finisce in un attimo, ti giri e la gente sta già scendendo. Altri si attardano a seguire il finale sul telefono. Siamo a metà di questo caldo pomeriggio d’ottobre in questo pazzo, drammatico, funesto 2020 che ci ha regalato un passaggio di euforia.

Vincerà Ulissi in volata. Ottava vittoria di Tappa.