Ferragosto 2015

Rieccomi,

è da lungo tempo che non scrivo sul blog, ma trovare tempo e ispirazione in questo periodo non è stato per nulla facile. La nuova arrivata (e non è una bici) Arianna è un angioletto, ma ho pur sempre tre donne in casa!

Questa prima parte di estate ciclistica è trascorsa senza granfondo, senza manco una tabella sulla mtb, niente race, solo giri e giretti cercando di migliorare la gamba, svegliandosi ancora con il sole che dorme o tornando da Venezia con la bici dopo il lavoro.

Ho messo un pò da parte la mtb, che non ho mai considerato come vero strumento allenante, anche perchè in questa fase ciclistica sono in cerca di “viaggio” di distanze, di pedalate fluide.

Ormai ho la fissa delle randonnee, vorrei farne una, ma 200km per iniziare son sempre 200km!

Cattura

Per una serie di coincidenze, l’altopiano di Asiago è diventata la meta per i giri più lunghi. Circa un mese fa ho attaccato l’altopiano dal suo lato sud-est salendo da Marostica. Ricordo la giornata con un caldo infernale e una sete da morire. Il percorso casa, altopiano mi aveva deluso grandemente. Ieri son salito da pedescala, una salita bella, con pendenze costanti che ti lasciano respirare e guardarti attorno. L’avevo già fatta, ma sto giro avevo sulle gambe già più di 100km quasi tutti controvento. Non un vento triestino, ma quella brezza che è sempre meglio averla a favore che contro. Me ne sono accorto appena ho puntato il naso verso nord, all’altezza di Agugliaro.

E foje de le panocie le me jera contrarie!

Partito alle 4:40, dopo l’immancabile incontro con il cinghialetto euganeo, ho puntato dritto verso Lozzo Atestino e Valbona per andar a prender la statale che porta dritti a Vicenza. Vista la scarsa visibilità, ho deciso di percorrere la ciclabile che da Noventa Vicentina porta alla città Palladiana, almeno ero al sicuro da eventuali tamponamenti… Sembrerò brontolone, ma ste ciclabili son fatte proprio solamente per chi va in giro con il “cestino” davanti! Ogni 500 metri un attraversamento con paletti, dove ovviamente la precendenza è delle macchine, non del ciclista. E poi sta sensazione di esser nel retro, nel di dietro di qualcosa. Le ciclabili passano dietro! Penso che da certe ciclabili si abbiano delle visuali stupende sui retro di negozi, fabbriche, paesaggi…

Colazione a Vicenza e poi via verso Nord direzione Isola Vicentina etcc

Di certo non è la direttissima, ma il pedalare non può esser solo arrivare, ma anche passare attraverso, e visto che lì vicino c’era il paese di uno dei più grandi scrittori Veneti, perchè non passarci? Libera nos a MALO. (un sentito applauso a chi ha permesso la costruzione di quelle due sedi bancarie a ridosso del centro storico)

Poi Schio con il suo bel centro storico, poi falsopiani, poi vento contro, e poi Piovene Rocchette, la valle dell’Astico, poi vento contro, e infine salita!

130km solitario su strade per lo più ignote.

Ora ancora un pò di ferie e la possibilità di metter su ancora qualche km e poi a settembre vedremo se riuscirò a far la prima randonnee!

PS: certo che i miei numeri in confronto di quelli della Transcontinental Race fan ridere, ma ad ognuno il proprio obiettivo!