Dopolavoro ciclistico

L’ho fatto, ieri l’ho fatto.

C’ho messo un pò di tempo prima di convincermi della fattibilità. I primi commenti di amici, colleghi pendolari e colleghi, quando raccontavo del mio intento dopolavorativo, erano al limite dell’insulto e si tenevano ben lungi dall’incitarmi!

Il progetto consisteva in:

partire alla mattina con la mia bici da corsa, prendere il treno, arrivare a Venezia, andare in ufficio e alla sera al posto di prendere l’odiato treno per tornarmene ai colli, montare in bici e tornarmene a casa pedalando.

“sitto matto?”

“sei proprio sicuro?”

“e ti porti la bici su e giù per i ponti?”

“e quanto ci metti a tornare?”

“e ti fai il ponte della libertà”?

Solo alcune delle domande che mi venivano rivolte. C’erano quasi riusciti a farmi desistere. L’idea continuava a stuzzicarmi e consideravo l’ipotesi di 2 ore e mezza di ciclismo infrasettimanale come un’ottima opportunità.

In effetti il trasporto della bici a Venezia e il ponte della Libertà erano gli ostacoli maggiori, ma dopo un’attimo di analisi dei percorsi fattibili, ho trovato una prima soluzione.

Andata: Stazione FS di Venezia, ponte di Calatrava, fondamenta S. Chiara, direzione verso S. Marta (pedalabile), Zattere, ponte de l’Accademia (Cima Coppi) e ufficio.

Ritorno percorso inverso fino a S. Marta e poi dritti verso il ponte della Libertà.

Il tutto decisamente fattibile e senza alcun problema.

Ore 17, si esce dall’ufficio, Cima Coppi e via verso casa.

Il ponte che collega Venezia alla terraferma è sicuramente ostile, ostico, ma percorribile lungo la “ciclabile”. I problemi stanno dopo, finito il ponte, quando si è costretti a reimmetersi in strada, con la rotaia del metrobus che ti accompagna sulla sinistra, minacciosa… Ho optato per il sottopasso della stazione FS di Porto Marghera per poi proseguire verso Marghera lungo la Fincantieri.

A Marghera l’itinerario I-1 è ben segnato nel tratto iniziale, poi bisogna stare attenti fino ad inforcare il nuovo sottopasso della tangenziale, all’interno del centro commerciale Nave de Vero.

Passata la tangenziale si entra in un mondo completamente diverso. Da Venezia fin qui si è immersi nel traffico e nel frastuono. Bisogna assolutamente concentrarsi per prestare attenzione alle svolte nostre e delle vetture. Oltre la tangenziale, invece, si entra nel mondo della Riviera del Brenta, nella sinuosità del naviglio che ci accompagnerà fedele con le sue ville fino a Stra.

Il tratto Marghera Stra è senz’altro il più bello anche se alcune deviazioni interne (obbligate) ti fan perder il filo della narrazione…

Da Stra si percorrono in sequenza gli argini del Piovego e del S. Gregorio fino alla confluenza-incrocio del Bassanello, al vertice sud dell’anello fluviale di Padova.

I tratti sono sicuramente apprezzabili per una gita domenicale o per una corsa (vista l’affluenza di runner…) ma non vanno sicuramente bene per mantenere una media degna di esser detta tra gli amici. Il sottofondo è criticabile, grossolano e sciolto al punto giusto per far deragliare la ruota anteriore (Essendo questi tratti all’interno dell’itinerario I-1, forse dovrebbero esser degni di maggior attenzione).

Dal Bassanello a casa, è strada delle mie tasche, non ci sono più problemi, so esattamente quanto ci metterò, che strada converrà prender e la Rocca di Monselice all’orizzonte è il mio striscione d’arrivo.

Alla fine dall’Autorità Portuale di Venezia a Casa sono circa 70km, percorribili, ottimizzando alcuni passaggi, in poco più di due ore. Da valutare se percorrere il ponte della Libertà o sfruttare il supplemento bici (3,5 euro, valevole 24h) per far Venezia-Mestre in treno e partir direttamente a Marghera.

venezia-casa

Certamente lo rifarò, prima però esplorerò altre vie!

Se qualche pendolare padovano, volesse unirsi!!!!