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Bolzano – Ferrara 317km

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All’annuncio della mia partecipazione alla rando dell’imperatore BZ-FE le risposte in ordine di ripetizione:

  • Te si fora (1743 ripetizioni)
  • Ma in macchina? (1037…)
  • Mi stancherei a farli in auto! (977…)
  • Ma in quanti giorni? (952…)

Il tutto accompagnato da espressioni di incredulità che sottointendevano una domanda che tutti hanno pensato, ma nessuno ha osato fare.

Ma perchè farsi del male stando in bici per almeno una giornata intera?

Su questo son stati scritti libri e libri cercando le motivazioni che spingono una persona a soffrire per piacere pur di pedalare.

Torniamo alla rando.

Partiamo sabato pomeriggio prendendo il treno da Verona. Ho scritto partiamo, perchè con me questo giro c’è anche Claudia, amica, compagna del mio amico Ettore, ciclista con doti notevoli e alla sua prima esperienza nel mondo randagio. In treno ci troviamo con Caterina, Cristian e Franco che mostrano subito a Claudia, uno spaccato niente male della fauna randagia.

Arriviamo a Bolzano tra una risata e l’altra, scrutando il cielo della Val d’Adige cercando di capire se le previsioni meteo saranno attendibili o meno per il giorno seguente. Lasciamo le bici in albergo, ritiro pacco gara salutando i primi arrivi dei partenti da Monaco, pizzetta e via a letto.

Sveglia alle cinque meno dieci. Non piove e non fa eccessivamente fresco. Decido ugualmente di metter gambali e manicotti. Mi sto accorgendo che pian piano che passano gli anni, la voglia di prender freddo è sempre meno, soprattutto al mattino.

Si parte facendo gruppetto anche con Sara e Roberto che arrivano da Riva del Garda. L’andatura è allegra, sui trenta chilometri all’ora. Le mie gambe vanno, mi sembra che sia tutto in ordine, mentre mi sento ingolfato, appesantito, forse a causa della colazione strampalata e delle birre bevute in compagnia ieri. Lo so, mi conosco, ci metto un bel pò a carburare. Caterina tien botta e ciò mi fa piacere, visto che c’eravamo dati appuntamento a questa rando. Raccogliamo nel trenino formato altri amici partiti da Monaco con già più di trecento chilometri sulle gambe e soprattutto nove ore di pioggia.

La ciclabile è bella come la val d’Adige che ci accompagna, ma Caterina inizia a mostrare segni di cedimento per la velocità sostenuta che manteniamo. Mi stacco e decido di farle compagnia tenendola coperta per veder se calando un pò l’andatura riusciamo comunque a rimanere a tiro del gruppetto. Caterina mi dice di andar avanti, ha trovato Lorenzo e verrà avanti con lui. Buona pedalata Cate!

Scalo un dente e mi metto all’inseguimento del gruppetto che ormai non vedo più all’orizzonte. Faccio fatica, viaggio sui 36 senza strafare, ma non riesco a sciogliere l’azione. Inizio a veder le sagome di Claudia and Company e ciò mi stimola ad accelerare un pochetto per rientrare quanto prima. Ripresi!

Ora meglio spogliarsi togliendo gambali e manicotti, prima di ripartire per il primo ristoro. Torta caffè e banana, quanto basta per ricaricarsi dopo i primi cento chilometri. Si continua in gruppo con una buona media per il secondo terzo della randonnèe, dove si prevedono le uniche salite di giornata per passare dalla val dell’Adige alla zona del Garda.

Il traverso è senz’altro il pezzo più bello, forse perchè più movimentato o per la discesa con magnifici scorci del lago di Garda. Non si può dir lo stesso del tratto fino a Peschiera.

Poi ciclabile fino a Mantova, rimanendo compatti, mentre il vento inizia ad alzarsi.

Secondo ristoro. Per noi meglio di un ristorante stellato!

Via per l’ultimo terzo. Ancora un centinaio di chilometri. Il vento diventa sostenuto e all’orizzonte solamente nuvoloni pesanti che non promettono nulla di buono. Saliamo sull’argine del Pò e inizia l’inferno del nord. Vento costantemente contrario, solamente a tratti di lato dove spingendo riusciamo a tenere i 26-27 all’ora. Tremendo! Non lascia scampo, non c’è modo di sottrarsi, bisogna solo sfidarlo a viso aperto.

Io e Claudia allunghiamo un pò mentre gli altri aspettano Sara. Ostiglia val ben un cocacola prima di riprendere l’argine. Ai meno trenta facciamo gruppetto con altri due provenienti da Monaco. Li portiamo avanti, finchè controvento chiedo un cambio. Ho anche il tempo per forare prima di  arrivar sotto il castello degli Estensi.

Che giogia arrivar dopo 317 km pedalati! Ancor di più visto che all’arrivo c’erano le mie tre donne e il cane che mi attendevano! C’erano pure mia sorella con il Peach e Ettore che aspettava Claudia! YUHUUU

Bè tiriamo le somme:

è stato un altro passo in avanti. Per la prima volta ho valicato quota 300, certo non c’era praticamente dislivello, ma gli ultimi 100km contro vento, valgono almeno un montre Grappa!

Ho imparato molto e molto devo imparare. Fare quasi tutta la strada con un pedalatore come Cristian, mi ha insegnato un modo sano di andar in bici, gestendo forze e prendendosi le giuste pause. E’ vero nell’ultimo pezzo ho accelerato, abbandonando il gruppo. C’ho provato, le gambe rispondevano bene e il dolore al ginocchio sinistro, dovuto ad una mia posizione non corretta in bici, si alleviava quando tenevo la gamba in tensione, il che non mi permetteva una pedalata in agilità. Ho provato a spingere ci son riuscito. Non avevo assolutamente l’obbiettivo di arrivar prima di altri, ma solo quello di chieder al mio corpo dove sarebbe potuto arrivare. Quando c’è vento non riesco ad arrendermi ad un’andatura tranquilla, devo spingere, spingere. In quegli ultimi chilomtri mi è venuta in mente una risposta di Pantani che alla domanda: “ma perchè vai così forte in salita?”, rispose :”perchè voglio far finire il prima possibile le mie sofferenze”.

Oltre alla strada percorsa con Cristian, sono stati preziosi i pochi chilometri fatti con i randagi partiti da Monaco. Erano chiaramente affaticati, come non esserlo con 550km sulle gambe, ma l’abilità di capire quando era il caso di spingere un rapportone e quando invece mettersi in riserva e pedalare agile, mi ha sorpreso.

Non so dove arriverò, penso di esser vicino ad un limite imposto da questa fase della mia vita, ma non ho fretta e un passetto alla volta andrò sempre più in là!

Grazie a tutti i compagni di viaggio!

Ora si punta tutto sul Vento Trail…