Polvere di stelle

Smanicato con manicotti o antivento? 

Guardo la temperatura esterna: 30° ore 18:30 dell’11 settembre 2020.

A scriverlo mi vengono i brividi, non per il caldo, ma per la coincidenza con quella tragica data di diciannove anni fa, che giusto oggi il mio feed delle news mi ricordava con un bell’articolo e intervista dell’autore delle purtroppo celebri foto “falling man” (l’autore è Richard Drew fotogiornalista). Settembre che sconvolse il mondo intero, come oggi è scosso da questa pandemia che non se ne vuole andare. 

Per cercare un pò di normalità, normale per noi essere umani si intende, in quest’anno che di normale non ha assolutamente nulla, si va a pedalare, ma anche qui di normale non c’è molto.

Notturna sui Colli, e il normale sarebbe se ci andassi in solitaria, invece ci andrò con i miei amici stradisti convertiti al verbo della polvere.

Vabbè, sto sudando per gonfiare questi copertoni nuovi che non vogliono stallonare: 9-10-11 atm e tra un pò la pompa Decathlon mi scoppierà in mano. Non sento “stock”…maledetto copertone! Guardo bene il filo del cerchione e mi sembra ok, lo monto, lo faccio girare mettendo il pollice a misura per controllarne l’eccentricità e mi sembra perfetto. Maledetto, non potevi farmi sentire quel magico suono del copertone che va in sede: cosí mi sarei gasato!

Sudo ancor prima di partire e penso che un “gilettino” possa esser più che sufficiente.

Gilettino e macchina fotografica nello zaino, questo il mio bagaglio.

Ho pensato e ripensato alla sistemazione della macchina fotografica, ma ancora non ho trovato un posto ideale. Argomento per pochi, appassionati di bici e foto, che non rinunciano allo scatto con la macchina, piuttosto che arrendersi al telefono.

Il piacere dello scatto con una macchina è tutt’altra cosa, credetemi.

Ho provato e riprovato a metterla e ad estrarla dalla borsa sul manubrio, ma non mi convince, troppi sfregamenti e troppo peso, con il rischio di sfregare la borsa sul copertone. Dovrei montare la borsa rigida sul manubrio, ma sugli sterrati e single track euganei  ci sono troppi scuotimenti. Resta lo zaino Lowepro fatto ad hoc…ma sempre zainetto è, e sempre sulle spalle bisogna portarlo. Tornerò sull’argomento…

19:30 sono a Este al punto di ritrovo

Argine del Bisatto, Anello dei Colli Euganei, splendido al tramonto, fino al ponte della Rivella, per poi dirigersi verso una delle salite più famose dei Colli: i sette guadi. 

Dorsale del Monte Fasolo, provate a farla di notte e fermatevi a guardar le stelle!

Siamo immersi in una pazzesca bolla di alta pressione dalle dimensioni record che invade praticamente tutta l’Europa, mantenendo tempo stabile, soleggiato e temperature generalmente più alte di 10 gradi. Non si tratta di 2-3 giorni, ma alla fine si potrebbe trattare di due settimane filate con le stesse condizioni estreme. Estreme si, perché se da un lato può far piacere aver ancora giornate calde, dall’altro è bene che ci ricordiamo che non dovrebbe esser così . Non dovrebbe esser così per i ghiacciai che ormai sono già scomparsi, non dovrebbe esser così per molti altri seri motivi!

Arriviamo a Vò, da dove tutto è partito.

Bruschetta, radler e si riparte per il ritorno, giusto in tempo per l’immancabile foratura e la “trenata” con scatti e riscatti, prima della visita ad un vecchio amico che ormai da anni è ospitato all’interno di cava Bomba a Cinto Euganeo.

Salutato “Dino” che stava ancora cenando, risaliamo in sella per l’ultimo tratto. Dopo Dino saluto i compagni d’avventura e mi godo gli ultimi solitari chilometri.

E allora pedaliamo, almeno per un pò sotto questa volta stellata, allontanando i cattivi pensieri e cercando di incasellare le “cose” al loro posto.

Pedalate forte, fatevi scoppiare gambe e polmoni, vi servirà per sentirvi vivi in questo pazzo tempo.

Pedalate lontano…