Solitudine

Non l’avevo mai notato.

Ci sarò passato centinaia di volte.

Quel tornante lungo la salita per Calaone è l’ultimo per prendere fiato prima della rampa finale e lo sguardo volge spesso a destra in direzione di quell’albero che si frappone alla pianura veneto/emiliana. Lo sguardo può arrivare fino alle prime colline bolognesi e se si ha voglia di voltarsi verso ovest si arriva fino alle prealpi lombarde.

Ma lui non l’avevo mai visto.

Fino a poco tempo fa non era solo, faceva parte della classica macchia arbustiva che copriva questo fazzoletto di terra tra i due tornanti. Si camuffava con i suoi compagni ormai segati. Di loro restano solo i ceppi rasoterra: i “talponi” speriamo almeno buoni per i pioppini.

Vi aggiornerò se questo albero solitario farà ombra ad un paio di filari di vigna. Oramai anche qua a chilometri di distanza dal prosecco, la vigna sta diventando la solo cultura, in pianura come in collina: vigna vigna e vigna.

La biodiversità è questione solamente Amazzonica, mica centra con i piccoli Colli Euganei.