FASE 2

4 maggio 2020 – fase 2

Attacco la luce al manubrio, metto in carica la batteria, preparo il vestiario, mi lavo i denti, prendo il kindle, apro la porta….ROOONF ROOONF!!! 

Maledette adenoidi !!! 

Si perché con l’arrivo della terza, c’è stato un gioco dei quattro cantoni con i letti. La media aveva bisogno della mamma, la nana ovviamente ugualmente, indi per cui il sottoscritto, che non ha mai dormito in vita sua al piano zero di un letto a castello, si è ritrovato a dormire sotto la figlia grande comodamente distesa al piano nobile.

Si lo so, sono fastidioso, ma se c’è una cosa che proprio non so fare, è addormentarmi mentre uno ronfa. Mi rialzo, riprendo il kindle, riaccendo la tv, metto su uno di quei canali dove parlano solo di calcio e provo a chiuder occhio. L’alba si avvicina, ma la voglia di svegliarmi si allontana. Tiro dritto, apro gli scuri, cielo limpido, terso, azzurro intenso: l’alba dev’essere stata magnifica! 

Lavoro, ma in pausa pranzo non riesco a starmene a casa e finalmente mi vesto, inforco la bici e dopo più di due mesi oltrepasso i confini comunali in sella alla bici per vedere come stanno i Colli dall’altro lato.

Ho solo un buff nel taschino in caso mi fermassi in qualche assembramento umano; non ci penso nemmeno a far finta di fermare il mio respiro. 

Finalmente il primo ciclista! Mascherina in volto…provo a salutarlo ma non ricevo manco una virgola con il sopracciglio. Bene: non è cambiato nulla.

Secondo ciclista! Attempato, su una di quelle biciclette in acciaio anni 80-90 lunghe lunghe. Lui è alto, e su quella bicicletta dalle geometrie moseriane, sembra enorme con questo femore chilometrico evidenziato dal pantaloncino corto che si ferma giusto a metà coscia. Lo saluto con tutto il mio sorriso…niente, non è cambiato nulla.

Terzo ciclista! Appesantito, ingolfato, tutto griffato, pensionato, elettrificato…ignorato: non è cambiato nulla.

Mi rassegno.

Essì che quando erano tutti sui balconi col tricolore, a cantare, a disegnare arcobaleni, tutti in fase meditativa, pronti ad assorbire il cambiamento, a deviare almeno in parte la propria vita, sembrava veramente che si potesse cambiare in meglio sta umanità.

Procedo col mio passo ed ecco il quarto!

Mi supera…non è proprio cambiato nulla.

Fianchi stretti, gambe tiratissime, giovane pensionato, avrà fatto il giro del globo tre volte su ZWIFT, macinando copertoncini e cassette posteriori. Probabilmente ex corridore, perché solo gli ex corridori nel 2020 montano ancora il 53 davanti e la scala posteriore 11-23.

<< che io da giovane il Teolo lo facevo col 53-16!>>

E proprio su a Teolo ho un sussulto di emozione nel rivedere un pò di movimento d’anime, nel rivedere ste benedette fontane che riempiono più borracce di un massaggiatore al Giro. Scendo e il paese confinante è Vò. Dove tutto ebbe inizio. Vò rimarrà nei manuali di epidemiologia, virologia, di storia non solo italiana, ma di tutto il mondo. Wuhan, Vò, Lodi…

Non lo nascondo che fa uno strano effetto passare per questo piccolo paese, tappa fissa per un caffè durante il giro della domenica. Ora, tutto chiuso in apparenza, ma le vigne che ne fanno il paese della festa dell’uva, sono sempre lì belle allineate, pettinate, tirate a lustro, segno che le sagge mani dei viticoltori non si sono fermate e con loro, spero, l’anima del paese.

Torno verso casa assaporando questa magnifica giornata di inizio maggio. Maggio mese del Giro che passerà di qua ad Ottobre, e chissà se potremo festeggiarlo sulle salitelle dei Colli. 

C’è qualcosa che manca, mi manca, manca a me pedalatore generalmente solitario 

Manca la condivisione di tutto ciò, il pedalare in compagnia, succhiar le ruote e fermarsi facendo finta di tirar fuori i soldi per pagare il caffè!