Trasformazioni

Considerate queste parole e queste foto come una sorta di allenamento.

È evidente che io non sia uno scrittore e tanto meno un fotografo, ma una testimonianza penso di poterla dare.

Sono foto relative alla nuova urbanizzazione di via Cà Marcello a Mestre. È una via che dalla stazione ferroviaria, corre parallela ai binari in direzione Venezia. Una via che per tre anni ho percorso quotidianamente, in sù e in giù. Una via che per quasi 10 anni non ho più percorso e che ora si è trasformata.

Improvvisamente perchè oramai, le capacità tecniche, costruttive superano di gran lunga la velocità decisionale e di adattamento.

Non ho calpestato quella via per 10 anni, ma la ho osservata quotidianamente dal treno, passandogli accanto per raggiungere Venezia, misurando giorno dopo giorno il numero di piani raggiunto dalle nuove strutture.

Meglio di prima? ma si certo, in prima battuta si, ecchecazzo. Bè ma aspetta fermati un attimo, questa sarebbe riqualificazione urbana o solamente “na cementada par far schei”?

7000 posti letto lungo neanche 500m di strada…

Forse sono la giustificazione dei tornelli veneziani…

Atti giustificativi.

Alberi disegnati sulle vetrate dei nuovi hotel di massa, ipermercati come luoghi di vita con i lampioni a testimoniare una qualche forma verticale. Un’altra fetta di città da sfruttare e da tagliare dall’uso dei cittadini. Ristoranti al trentamillesimo piano per poter mangiare guardando negli occhi il gruista della Fincantieri.

Non so, qualche dubbio ce l’ho, certo che fa figo, pare Mestrangeles.

La pianificazione che tanto si studia al di là del ponte, sembra rimanere carta e parole al vento appena al di qua, per non parlare nel resto della regione.

Pianificazione di opportunità, quella si è stata approfondita. Una pianificazione dell’istantaneo.