Il fiume sono io

Dopo le prime pagine avevo già parlato di questo libro. Ne parlai bene, ma con lo scorrere delle pagine, mi son dovuto ricredere. È un gran bel libro, cioè più bello del bello che già dissi. Non solo un racconto denuncia. È tra le più belle letture fatte negli ultimi anni! Una scrittura diversa dal solito, che ti prende, che alla fine ti conduce dove ti aspetti, ma senza esser mai, per un momento, scontata. Un libro che ogni quarantenne dovrebbe leggere, perchè so benissimo, che molti sono dentro al reon senza saperlo. Un libro che racconta il legame con la natura che noi, generazione tra parentesi, tra il boom edilizio e il boom del web, sentiamo ancora nostro, ma che tra un boom e l’altro non c’è più.
L’arcobaleno è comparso dopo l’unica galleria che c’è nella tratta ferroviaria bologna-venezia, proprio mentre finivo il libro. Una galleria che l’autore conosce bene per averla passata e ripassata in treno giorno dopo giorno correggendo bozze. Forse anche Nino Franzin ha visto l’arcobaleno sopra l’ultimo scanno tra la Rabiosa e il mare.