La dura vita del fanta sportivo

Le bimbe stanno andando a letto con Anna. Sto finendo di resettare la cucina e metter in ordine i giochi che invadono il tappeto. Nella testa frulla, vado, non vado, vado, non vado? Devo decidermi, i minuti passano e devo entrare in stanza prima che la bimba si addormenti, altrimenti poi non avrò scampo.

Ok, vado.

Entro in stanza, prendo la biancheria, calzini, un paio di pantaloni e un maglioncino, quello più leggero, quello che si piega meglio.

Prendo lo zaino, ci infilo le cose in modo che occupino meno spazio possibile, il giubino e le scarpe. L’asciugamano era già al suo posto, come le due boccette con sapone e shampoo. Preparo la borraccia, qualche snack chimico e le cuffiette per ascoltarmi la radio.

Entro in bagno e ordino l’abbigliamento secondo la sequenza con cui lo indosserò la mattina seguente. L’intimo tecnico, calzamaglia, maglia maniche lunghe nel caso faccia freddo freddo oppure direttamente il termico, para collo, calzini.

Ok mi sembra ci sia tutto, mi rilasso un pò sul divano puntando la sveglia per le 5:30.

5:30…drin drin drinnnn

E’ ora, forza alzati, vestiti e parti! Niente il mio corpo si rifiuta, non ce la faccio. Ma non posso lasciar passar un altra mattina senza far nulla! La mente vaga in cerca di un compromesso! Rulli? Va bene, posso accettarlo. Riprogrammo, come un buon tom tom questa ora e mezza prima del treno. 45 minuti di rulli, poi un pò di sana ginnastica per la mia schiena malandata, doccia, colazione e poi via a prender il treno.

Ci sono, sono giù in garage, la bici è sui rulli, il pc acceso con una puntata di Sons of Anarchy avviata. Monto in sella. Agilità, devo e voglio far solo agilità! Niente tabelle, niente video con insegnante che incita, niente cardio. Le gambe girano a fatica, legnose, lente, con la sensazione di esser storto di pedalar male. Mi concentro sul movimento, Jax ha già limonato con Tara…

Fatica, fatica, fatica! Provo a far un pò di forza mettendo il rapportone e indurendo la resistenza del rullo, ma le mie gambe sono ancora a letto. Meglio tornar all’agilità.

Devo salir, i minuti a far il criceto sono terminati. Doccia, esercizi per la schiena, latte, cereali, pane, marmellata, biscotto al cane, treno.

Dimenticavo, lo zaino non l’ho disfatto, è venuto con me in ufficio!

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Domani mattina ci riprovo, così potrò pedalare senza il fardello sulla schiena, cosa che odio. Lo so, in questi casi ci vorrebbero quelle bellissime borse da bike packing, da attaccare alla mia fiammante vaya blue, ma si può far lo stesso, si fa lo stesso!

Questa sera ripunterò la sveglia alle 5:30 e domani mattina mi risveglierò, mi vestirò velocemente, prenderò la borraccia, gli snack chimici, metterò i copriscarpe, accenderò il faro della bici e inizierò a pedalare per arrivare al lavoro dopo 60km di bici.

Ieri è uscita la notizia della morte dell’esploratore inglese Henry Worsley e tutti a chiederci perchè, perchè una persona si deve spingere a tanto, per cosa? Per attraversar l’Antartico? è sufficiente come motivo?

Lungi dall’esser un esploratore, ma ognuno si pone degli obiettivi. C’è chi vive per quegli obiettivi, chi muore per quegli obiettivi.

Io ne ho uno a fine giugno, per molti un piccolo obiettivo. Per me grandissimo.

5:30…pedalerò!